Monsupello, la famiglia Boatti vince con l’identità

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Non si deve rinunciare alla propria anima contadina e alla propria identità per arrivare primi. In un’epoca in cui tutti cercano scorciatoie, Monsupello ricorda all’Italia del vino e del Metodo Classico che i valori aziendali contano, e non poco. L’azienda fondata da Carlo Boatti in Oltrepò Pavese, vince con l’identità e la cura per le sue bollicine, in particolare quelle del “Nature”, lo spumante elegante per vocazione e non dosato, che hanno dettato negli anni una tendenza locale e nazionale.

A Torricella Verzate nuova pioggia di premi, a testimonianza di come un’azienda di tradizione, di contadini diventati imprenditori, continui ad avere un posto sempre più di rilievo nel Gotha del vino italiano, attraverso scelte coraggiose, investimenti, qualità dalla vigna alla bottiglia, una visione concreta e senza l’ansia delle passerelle. Un’azienda, con 50 ettari di vigneti e produttrice di 300mila bottiglie all’anno metà delle quali di Metodo Classico, che vince per il dialogo efficace e caloroso con ristoratori, enotecari e titolari di wine bar di tutta Italia, oltre che per un rapporto unico con una clientela finale che ha aderito alla missione della maison d’Oltrepò. Al timone ci sono oggi con il loro carisma i fratelli Pierangelo e Laura Boatti, insieme alla mamma Carla Dallera Boatti, caparbia e vera donna del vino. La famiglia ha nell’enologo e direttore dell’azienda, Marco Bertelegni, un punto di riferimento forte e ben saldo per capacità e competenza nell’arte di una spumantistica che è cultura, un mestiere che si fonde con il sempre attuale insegnamento del fondatore. E’ questa la filosofia che ha portato ad aggiungere al palmares i seguenti premi: Tre Bicchieri Gambero Rosso per il Nature (17° della serie che finisce in bacheca accanto anche al premio speciale “Bollicine dell’Anno” 2015); 100 Migliori Vini d’Italia L’Espresso per il Brut Millesimato 2014; Grande Vino Slow Wine (Slow Food) per il Nature; Corona Vini Buoni d’Italia (Touring Editore) al Brut Millesimato 2014; 4 Tralci della Guida Vitae (massimo riconoscimento rilasciato dall’Associazione Italiana Sommelier) per il Brut Millesimato 2014; Medaglia d’Oro del Merano Wine Festival al Brut Millesimato 2014; Tre Stelle della guida Doctor Wine (Daniele Cernilli) per l’eccellenza dell’azienda nel suo complesso. Vigneti vocati, rese basse, raccolta a mano in cassetta e pressatura soffice, con solo utilizzo del mosto fiore, danno risultati importanti. Pierangelo Boatti spiega così il segreto dei successi di Monsupello: «Stiamo continuando a perseguire una qualità eccelsa. Metodo, sacrifici e costanza premiano. Con il Pinot nero Metodo Classico su questo territorio, il team di Monsupello ha risultati che non temono confronti con il mondo». L’enologo e direttore dell’azienda, Marco Bertelegni, parla di un impegno che si trasmette da generazioni: «Questi premi sono il frutto della salvaguardia della filosofia aziendale tramandata negli anni da Carlo Boatti fino alla moderna gestione. Una filosofia che ha rimarcato la serietà e la fermezza di voler seguire la via della qualità senza rinunce in modo pionieristico, anche quando i tempi avrebbero suggerito strade più rapide, meno faticose e all’epoca comunque redditizie. Oggi la differenziazione aziendale e la specializzazione di Monsupello mira sempre di più al Pinot nero, cardine dell’azienda. L’espressività di un Metodo Classico Nature da Pinot nero è diventata, nel tempo, l’emblema di alta gamma della spumantistica, prima territoriale e poi nazionale. Questo risultato dimostra che la potenzialità alta dell’Oltrepò Pavese è indiscutibilmente racchiusa nel Pinot nero, che non va svenduto ma valorizzato in grandi bottiglie come l’oro del territorio». Laura Boatti, da anni interprete dell’eredità del padre in senso culturale, riassume così il senso dei nuovi premi: «Noi siamo famiglia, una storia che continua con passione. Mio fratello Pierangelo è stato cresciuto come uomo del vino, io Monsupello l’ho respirata dalle parole di mio padre, il cui pensiero si espandeva nell’aria come poesia. Un viticoltore unico, un’avanguardia, un filosofo della vigna e del vino. L’Oltrepò Pavese, l’Antico Piemonte, spesso messo in ombra da scelte generali sbagliate, è però un dipinto di Monet, una delle capitali mondiali del Pinot nero che va consacrata. In Monsupello – prosegue Laura Boatti – siamo andati avanti dritti, controcorrente e non abbiamo mai cambiato stile senza però restare ancorati al passato. Noi progrediamo. I fratelli Boatti guardano insieme al futuro. Il mio intento è di portare la cultura enogastronomica nel mondo dell’arte e viceversa, creando una sinergia unica e un’armonia senza eguali. Noi siamo contadini diventati imprenditori. Siamo quello che siamo, gli investimenti li facciamo sempre per dare fascino e classe ai nostri prodotti. Per noi l’importante è l’essenza. Una cosa che dico sempre a mia figlia Carlotta è che quando sei il primo devi essere all’altezza della situazione e resterai lì, in vetta, perché il premio ti darà l’entusiasmo e il senso di responsabilità che serve a dare il massimo e fare sempre meglio».

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