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Il vino italiano è sinonimo di qualità in tutto il mondo, ma c’è un altro settore che dopo essersi ridotto in termini di attori sta conoscendo una nuova giovinezza in termini di valore: la grappa. Nel 2019 Pambianco ha condotto una ricerca sui trend del settore: sotto la lente l’analisi dei fatturati 2018 delle prime dieci distillerie specializzate. E’ emerso che le aziende sono tornate a puntare sul loro marchio anziché sulle private label, com’era radicata consuetudine in passato, riuscendo così a garantirsi maggiori spazi di mercato e risultati netti più soddisfacenti. La sfida è riconquistare il mercato interno con una ritrovata qualità assoluta, mentre sul fronte dell’export il business parte dagli Usa.

Il settore grappe e distillati nazionale, alla luce dello studio, conferma da un lato la propria solidità, mettendo a segno un lieve incremento di ricavi, e dall’altro evidenzia una maggior marginalità. La grappa italiana è una cosa seria e accanto ai big dell’industria di settore ci sono oggi realtà che imbottigliano, con mestiere e passione, l’identità del proprio terroir vitivinicolo. Ne sa qualcosa la Cantina Storica di Montù Beccaria, l’unica rimasta in Oltrepò Pavese, che proprio in questi giorni sta lanciando un nuovo marchio per la grappa artigianale: NT998. Il brand, pensato per ristorazione ed enoteche, si affiancherà a quello di Distillerie Il Montù, presente in grande distribuzione, e si distinguerà per qualità e packaging.

“L’Oltrepò è terra di grandi vini, capitale italiana del Pinot nero e culla del Metodo Classico blanc de noir – spiega il presidente della Cantina Storica di Montù Beccaria, Fabio Tonalini – ma noi vogliamo farlo brillare anche per la sua vocazione nel mondo delle grappe e dei distillati. Nella terra che produce il 60% del vino lombardo, siamo l’unica distilleria rimasta attiva. Usiamo solo la miglior vinaccia, non inseguiamo grandi volumi ma offriamo l’emozione della nostra identità. Non è un caso se negli anni abbiamo vinto i premi più importanti in questo settore, ora vogliamo proiettare nel futuro una tradizione che prosegue dal 1998. Siamo fortunati, perché in Oltrepò vantiamo una materia prima fra le migliori d’Italia”. La moderna ed efficace distilleria di Montù, collocata nel medesimo edificio della cantina, permette di distillare le vinacce ancora fresche mantenendo intatta la loro fragranza varietale. La distillazione discontinua a bagnomaria in alambicchi in rame permette di ottenere la grappa più pregiata, dotata di un profilo sensoriale ben definito ed emozionante. Per arrivare alla richiestissima Grappa Millesimata prodotta nella distilleria d’Oltrepò si opta anche per il lungo affinamento in botticelle di pregiato rovere di Slavonia, che conferisce finezza ed armonia. “La grappa, distillato italiano per eccellenza, unico al mondo per carattere e provenienza – spiega Tonalini -. E’ l’acquavite di vinaccia distillata esclusivamente sul territorio nazionale, una nostra indicazione geografica protetta. La vinaccia, ovvero i semi e le bucce dell’uva derivanti dal processo di vinificazione, deve provenire esclusivamente da uve coltivate e vinificate in Italia”.

Non bisogna confondere la grappa, che è un distillato di vinacce fermentate, con l’acquavite d’uva, che è un distillato di mosto. Allo stesso modo, la grappa non è un distillato di vino. La grappa autentica ha davvero storia ed anima: può girare il mondo come un tratto distintivo del “made in Italy”.

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