Gabriele Marchesi, solo Pinot nero e Riesling Renano “no limits”

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Ci sono produttori vitivinicoli che hanno visione, che perseguono un risultato con studio, metodo e stile. L’anima di certi vini nasce proprio dal loro carisma, oltre che dal terroir e dalla qualità in bottiglia. E’ questo il caso di Gabriele Marchesi che ha preso l’azienda di famiglia e ne ha fatto il simbolo del Riesling Renano italiano, del Pinot nero e del Metodo Classico blanc de noir. Due vitigni, cloni giusti, idee chiare. Non è stata una via breve né una via facile. Oggi, dopo 15 anni di “progetto qualità”, ne parte un altro che si chiama “alta gamma”: dare identità all’azienda producendo solo referenze di livello, forti di una storia da raccontare, da portare all’attenzione di un target di cultura, in Italia e nel mondo.

La Marchesi di Montalto nasce nel 1996 con la determinazione d’innovare dando però continuità ai valori, alle tradizioni e alle tecniche viticole della centenaria azienda familiare e alla sua filosofia. Attualmente l’azienda agricola si estende su una superficie di 180 ettari dei quali 100 vitati. Le vigne sono dislocate nei comuni di Pietra De’ Giorgi, Cigognola, Broni e Montalto Pavese.

Proprio in quest’ultimo comune, notoriamente riconosciuto per la grande vocazione per la vitivinicoltura e in particolare per il Riesling e il Pinot nero, ha sede la cantina Marchesi di Montalto che ha deciso di dedicarsi in maniera specifica alla vinificazione dei due vitigni, gli unici a finire in bottiglia con il marchio dell’azienda.

E’ di fatto un’azienda “bi-varietale” che vinifica solo i migliori cru di Pinot Nero e Riesling Renano imbottigliando e commercializzando circa 100.000 bottiglie ogni anno. Il motto aziendale è: “Solo Pinot nero e Riesling Renano no limits”. Non porsi limiti aiuta a pensare in grande, a non essere mai totalmente soddisfatti, a voler sempre offrire qualcosa di più in termini di eleganza, struttura e complessità.

Veduta sulla Valle del Riesling

A coadiuvare la famiglia Marchesi è Fabrizio Maria Marzi, enologo e profondo conoscitore dei cru dell’Oltrepò Pavese, forte di esperienze nell’ambito della consulenza, della produzione, della degustazione professionale e legate alla comunicazione del vino. La sua formazione di tecnico e divulgatore è internazionale. E’ proprio in virtù dell’incontro tra Marzi e Gabriele Marchesi che 16 anni fa è nata l’associazione “Valle del Riesling” per zonare l’area più vocata alla produzione di Renano sulle colline oltrepadane, creando un ponte culturale in primis con la valle della Mosella, in Germania. Il sodalizio ha favorito l’impianto e la sperimentazione in Oltrepò dei migliori cloni di Riesling Renano, che hanno attecchito dando risultati sempre più sorprendenti.

Si è arrivati a questo dopo un lungo percorso. Negli anni ‘60, il nonno dell’attuale proprietario iniziò una ristrutturazione dei vecchi fabbricati con lo scopo di trasformarli in locali adibiti a cantina per poter vinificare l’uva prodotta. Il radicale processo di cambiamento, però, partì solo negli anni ‘90 con l’arrivo in azienda del discendente di nonno Tersilio, ovvero proprio Gabriele Marchesi. La sua “rivoluzione” prese avvio dai vigneti e dalle vocazionalità locali.

La vecchia cantina fu completamente ristrutturata e alle botti di rovere si affiancarono i moderni locali adibiti alla pigiatura, alla fermentazione e alla conservazione dei vini con tante piccole vasche d’acciaio inox termocondizionate. L’imponente vasca sotterranea dell’800, adibita allora alla raccolta delle acque piovane, venne trasformata in una particolare cantina, ideale per la preparazione e l’affinamento dei prestigiosi spumanti Metodo Classico. Tutta la struttura risulta oggi concepita proprio per la lavorazione delle uve Pinot nero e Riesling, in modo da trasformare, a partire da ogni vendemmia, una tradizione locale in eccellenza nel calice.

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